Redazione: Orsetta Giolo, Renata Pepicelli, Katia Poneti, Lucia Re È la comune specificità dei molteplici sguardi di genere nei confronti dei fenomeni giuridici e politici globali a sollecitare un momento di riflessione e di approfondimento autonomi, all'interno del più ampio panorama di ricerca di filosofia del diritto internazionale e della politica globale. I gender studies riservano un interesse crescente a processi economici, sociali e politici contraddittori, in cui segnali opposti di marginalizzazione e di sviluppo della presenza femminile sulla scena pubblica convivono insieme, e in cui alle politiche che tendono a negare l'agire femminile, attraverso l'esclusione o la vittimizzazione paternalistica, le donne oppongono spesso tentativi di resistenza e di faticoso protagonismo individuale e collettivo. Non si tratta, pertanto, di declinare al femminile alcune tematiche, ma di cogliere la "differenza" che si introduce in questi ambiti di analisi quando sono le donne a farsi interpreti dirette e consapevolmente originali dei fenomeni di cui sono effettive protagoniste o attrici mancate. In uno spazio di dialogo plurale che provi a raccogliere le ultime tendenze teoriche, strette tra universalismo e relativismo, modernizzazione e culturalismo, il focus si concentra in particolare sulle contraddizioni interne al rapporto fra diversità culturale e differenza sessuale. Sono l'autonomia del corpo e la libertà di scelta in materia sessuale e procreativa a testimoniare dell'impatto che le morali religiose e le etiche condivise possono avere sugli orientamenti individuali, sempre meno relegati alla dimensione privata e sempre più oggetto del discorso pubblico. Al di là del facile schematismo che riduce il problema al conflitto insanabile fra i diritti delle donne, in quanto diritti umani, e le appartenenze comunitarie - religiose e laiche -, si tratta di dar conto di una fitta costellazione di problemi. Quelli isolati di seguito godono oggi del massimo di attenzione da parte tanto della ricerca accademica quanto delle reti di governance locale e globale. Uscire dall'alternativa secca fra la naturalizzazione dell'identità sessuale - se la parola sesso ha politicamente ancora un senso - e la naturalizzazione delle identità culturali impone di confrontarsi seriamente con ciascuno di questi problemi. Femminismi a confrontoInterventi
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Identità femminile e multiculturalismoInterventi
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I diritti delle donne come diritti umani"Women's rights as human rights" è lo slogan con il quale attiviste e teoriche del diritto internazionale hanno denunciato l'insufficiente attenzione prestata alle questioni di genere nell'ambito del discorso mainstream sui diritti umani. Quando non ignorate del tutto dalla comunità internazionale, le violazioni della dignità umana e dei diritti delle donne sono considerate secondarie e relegate in fori di discussione marginali. Secondo alcune teoriche femministe, è impossibile accorgersi di certe violazioni dei diritti delle donne se non le si guarda in una prospettiva "gender specific". Lo stupro, la prostituzione forzata, le mutilazioni genitali o il traffico di donne e crimini di guerra come lo stupro di massa e la schiavitù sessuale sono legate allo specifico del sesso femminile. In altri - e numerosi - casi, d'altra parte, ci si trova di fronte a forme di interazione tra genere/sesso e altri fattori, di carattere economico, sociale e culturale. In rapporto agli effetti negativi della globalizzazione economica, quando entrano in gioco sviluppo e situazione delle donne - particolarmente nei paesi del terzo mondo - la diffusione del linguaggio dei diritti umani sembra poter rappresentare un vantaggio, così come un indubbio contributo positivo sembra essere offerto in molti casi dalle NGOs sensibili alla questione femminile. Ma, più in generale, per poter intervenire efficacemente contro le violazioni dei diritti delle donne, il diritto internazionale deve, secondo l'approccio femminista, liberarsi della distinzione pubblico/privato. La separazione tra spazio domestico e spazio pubblico ha avuto, infatti, almeno due conseguenze negative: 1. una certa riluttanza da parte della comunità internazionale ad affrontare le questioni economico-sociali che limitano i diritti delle donne; 2. un'attenzione sulle violazioni dei diritti compiuti dagli Stati, e una quasi completa volontà di rimuovere la violenza subita dalle donne nella sfera familiare. Oltre che per la sensibilità verso la dimensione del privato e del quotidiano, il contributo dei gender studies alle tematiche di politica e giustizia globale si caratterizza infine per aver posto al centro della riflessione i problemi dei diritti dei bambini e delle bambine, la questione ambientale e il problema delle generazioni future, vedendo in questi obiettivi una chance per portare i valori materni al di fuori della sfera domestica, della riproduzione e cura dei figli, dove sono stati a lungo (e dove talora sono ancora) relegati. Interventi
Donne e scenari politici globaliInterventi
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Donne e studi postcolonialiBibliografia
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